Veterinari: facciamo chiarezza

Mi capita di frequentare le sale di aspetto dei veterinari parecchie volte alla settimana, per i più svariati motivi e con animali di diverse specie. Quello che noto con crescente preoccupazione sono i diversi approcci che hanno i possessori di animali in base alle esperienze cliniche vissute dai loro pet in passato e alle differenze di consapevolezza tra i possessori di alcune specie rispetto, ad esempio, a quelli che hanno deciso di scegliere come compagno di vita un cane. Premetto immediatamente che non voglio con queste mie osservazioni sollevare qualsivoglia polemica nei confronti dei veterinari o peggio creare dei fazionamenti tra possessori di cani, veterinari e professionisti cinofili. Tuttavia posso provare che chi possiede un cane, soprattutto cucciolo, sia in balia di un flusso di informazioni fallaci presente sia in rete che nella trasposizione orale. Teorie esposte da parte di pseudo esperti proprietari o di “appassionati” che tuttavia non si prendono alcuna responsabilità, neanche quella di formarsi a dovere. Sarà solo questo che fa brancolare nel buio il nostro cinofilo? Non credo. Posso dirvi che allevo cani da circa vent’anni e, senza voler fare della retorica, posso dire che c’è un’abissale differenza tra la visione che si ha del cane oggi e quella di qualche decennio or sono. Probabilmente la società ha subito dei mutamenti fisiologici che nulla hanno a che fare con la sensibilità verso gli animali.  Più verosimilmente c’è un interesse circa i cani ineguagliato da qualsiasi altra specie di animale domestico e, quindi, più un fenomeno è esposto alle luci della ribalta, più si crea disinformazione. Alcuni pensano erroneamente che l’ombra lunga del business abbia avvelenato la deontologia professionale dei veterinari, che prima erano dei mendichi dediti solo alla causa e ora sono squali senza morale…. Non credo… Questo interesse così complesso e radicato verso il migliore amico dell’uomo pone le sue radici in una fenomenologia  particolare in cui è immersa l’intera società in quasi tutti gli ambiti: la logica del sospetto. C’è una sorta di ansia generalizzata dietro la cinofilia che non è comune a nessun’altro ambito zootecnico. Tutti sospettano di tutti e nel mezzo rimane l’oggetto del contendere (il cane), che ignaro, paga le conseguenze di tutte queste tensioni basate quasi sicuramente sul malinteso.

Quando c’è un interscambio di danaro sicuramente entrano in gioco dei fattori endogeni che si sommano alla mera e genuina dimensione affettiva. Il professionista, alcune volte, oltre a dover risolvere i problemi del cane dal punto di vista fisico, comportamentale o gestionale, si trova di fronte ad una persona, che prima di sentirsi un essere umano empatico e collaborativo, si crede un mero consumatore. Auspico che fortunatamente questo sia un ambito dove il valore fondamentale per cui si opera sia quello del benessere animale e non il mero espletamento di una prestazione professionale specialistica. Penso che sia logico da parte dell’utente finale, in questo caso il proprietario del cane, venire edotto da parte di un allevatore, ma anche di un educatore cinofilo, sulla possibilità di potersi avvalere della collaborazione di un veterinario addentro alle problematiche tipiche della salute di una determinata razza, per via della sua funzione di responsabile sanitario di un dato allevamento cinofilo, oppure in funzione di un sodalizio che si è venuto a creare con lo stesso, per altre ragioni, anche dettate dalle sole affinità elettive (abilità diagnostiche e chirurgiche ma anche comunicative), se parliamo di un centro cinofilo o di un educatore. Non ci trovo nulla di particolarmente malevolo, anzi. Ho notato negli anni che i problemi occorsi a determinati animali, si sono felicemente risolti grazie alla collaborazione congiunta di veterinari, allevatori ed educatori cinofili. Nel caso opposto, ovvero quando il neofita è abbandonato a se stesso e quindi portato a compiere esclusivamente deduzioni sulla base di informazioni frammentarie o sbagliate, il mal capitato è  stato in primo luogo il cane bisognoso di cure e successivamente la serenità del proprio compagno umano che si è anche colpevolizzato per aver compiuto delle valutazioni sbagliate avendo ricevuto, per costruire una logica, dati contrastanti e  poco rassicuranti sulla salute del proprio animale. Nel caso dell’acquisto dei cuccioli, poi, si estremizza ogni concetto di cautela, soprattutto quando l’utente viene lasciato solo ed in balia di un mercato cinofilo non controllato e pregno di insidie. Appaiono contratti d’acquisto, s’interpretano leggi sul diritto redibitorio ed intanto si perde di vista ciò che è prioritario, ovvero il benessere del cucciolo. Personalmente ho sempre pensato che se il veterinario che viene a visitare i miei riproduttori e di conseguenza i cuccioli che nascono nel mio allevamento, dopo alcuni anni di sodalizio professionale e quindi di esperienza diretta, sul campo, soprattutto per ciò che concerne le problematiche legate alla razza che allevo, si possa tranquillamente dichiarare “esperto” nella suddetta razza. 

Mi piacerebbe poter consigliare a mente serena, senza che nessuno sospetti che abbia un guadagno o delle “attenuanti” relative alla valutazione di possibili problematiche che potrebbero insorgere nel cucciolo o successivamente nel cane adulto; o peggio, che abbia in questo modo, un “arbitro fazioso” in un’eventuale disputa legata a qualche vizio occulto, quel determinato veterinario perché so che potrebbe essere utile alla causa. Per la mia esperienza un veterinario è un professionista che si prende cura degli animali; sarebbe dovere di un allevatore o di un educatore poterne consigliare uno di cui avere fiducia, soprattutto in termini di disponibilità e competenze specifiche. Non bisognerebbe mai assecondare la logica di colui che sospetta qualsivoglia facilitazione o convenienza, soprattutto quando c’è di mezzo la vita ed il benessere dei nostri animali. Si ridurrebbero delle professioni nobili: quella dell’educatore, del veterinario e dell’allevatore, ad una sorta di associazione a delinquere ai danni di esseri ignari e bisognosi di cure; un pensiero francamente inaccettabile. Con questo non voglio dire che non sia saggio chiedere delle “garanzie scritte”, pleonastiche nel caso in cui si concentra l’attenzione su allevatori professionali, in quanto le leggi che tutelano la compravendita di animali d’affezione in Italia, funzionano piuttosto bene e si attivano nel momento stesso in cui il cucciolo viene acquistato; il problema enorme è cercare di crescerlo al meglio, scongiurando al minimo il rischio di errori gestionali e di valutazione. Solo un’equipe ben specializzata composta da competenze che spaziano dall’educazione cinofila alla veterinaria, può aiutarvi a comprendere come accompagnarlo in un cammino, a tratti non facile, che lo condurrà ad essere un soggetto sano, equilibrato e longevo.  I problemi possono insorgere in ogni momento, il sistema per aggirarli è quello di comprenderli e di avere intorno figure che hanno obbiettivi comuni. Chiaramente in questa proporzione non proprio scevra dai grattacapo non è escluso nessuno: sono di fondamentale importanza le cliniche pronto soccorso, gli specialisti e tutti coloro che sono precipui in una criticità o quando si configurano delle problematiche di salute o caratteriali specifiche. Tuttavia sin dal momento in cui vi accingete a scegliere il vostro compagno di vita, dovrà essere forte in voi il principio secondo cui è necessaria per i suoi processi di crescita il lavoro in team. In via cautelativa avere di riferimento un medico veterinario informato, che sia disposto a chiarire vostri dubbi e legittime perplessità, oltre ad un educatore disponibile ad accompagnarvi nella sua formazione emotiva e nella lettura della sua personalità e delle sue peculiarità naturali, vi preserverà da qualsiasi tipo di rischio e, in caso di eventuali problemi clinici, sarà determinante per limitare i danni grazie ad una diagnosi preventiva.

Come allevatore e come educatore ho compreso molto presto che aiutare le persone ad avvalersi del veterinario giusto, il quale deve essere imprescindibilmente propenso a comunicare con il neofita e a far comprendere i fenomeni clinici per creare una corretta e doverosa informazione. Nella vita del vostro cucciolo ogni figura tesa a migliorare il suo benessere è l’elemento di un sistema che si articola in un ordito di competenze complementari che non dovrebbero mai collidere, anzi, il loro punto di forza dovrebbe essere la sinergia, per far si che il rapporto con il cane sia un’esperienza altamente positiva e formativa per tutti.